Sportello contro la violenza di genere

LA GAZZETTA D’ALBA
3/03/2009

Innumerabili domande ci facciamo ogni giorno noi donne per capire diverse situazioni di violenza nei nostri confronti: dal maltrattamento fisico e psicologico a quello economico e di discriminazione. Tuttavia esistono migliaia di donne, non solo nei paesi in vie di sviluppo ma anche in quelli industrializzati, che hanno paura d’informarsi e parlare apertamente di questo latente flagello.
Secondo una nuova indagine realizzata dall’Istat con un campione che comprende 25 mila donne tra i 16 e i 70 anni, intervistate su tutto il territorio nazionale dal gennaio all’ottobre 2006, sono stimate in 6 milioni 743 mila le donne vittime di violenza fisica o sessuale nel corso della vita (il 31,9% della classe di età considerata).
Per aprire un altro canale di comunicazione e orientazione su questo tema, la Fondazione Pangea Onlus a carico del suo presidente Luca Lo Presti e che lavora in questo campo dal 2002, ha messo in funzione uno sportello online contro la violenza di genere rivolto a tutte le donne in situazioni di difficoltà.
Lo sportello conta con il supporto di un equipe di esperte psicologhe, avvocatesse e operatrici dei centri antiviolenza, sostenuti da pangeaprogettoitalia, messe a disposizione per rispondere alle domande che si formulano tramite un forum il quale presenta le tematiche per giorno. Queste tematiche sono nell’area psicologica, nell’area stereotipi e pregiudizi, nell’area legale, nell’area violenza assistita da minori e per ultimo nell’area sanitaria. Si può partecipare a questa iniziativa online registrandosi anonimamente attraverso un nome utente, una password e un indirizzo di posta elettronica sulla pagina web http://www.sportelloantiviolenza.org. Nella stessa pagina dello sportello si può trovare informazioni utile come ad esempio i numeri per le emergenze e la rete del centro antiviolenza sul territorio nazionale.
La Fondazione Pangea Onlus è un’organizzazione no profit che lavora per favorire condizioni di sviluppo economico e sociale delle donne e delle loro famiglie attraverso strumenti quali: l’istruzione, l’educazione ai diritti umani, la formazione professionale, l’educazione igienico-sanitaria e alla salute riproduttiva e la micro finanza, per la creazione di attività generatrici di reddito.
(Monica Cappellini)

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